Contributi# New European Bauhaus: un “luogo” dal multiforme ingegno

Autrice: Diletta Paoletti – Esperta di Diritto, Politiche e Fondi Europei, Segretario Generale di EAL.

Weimar, 1919. Bruxelles, 2021. Un filo rosso unisce le due date e i due luoghi, ora che il New European Bauhaus è realtà.

Lanciato già alla fine del 2020 dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, NEB – questo l’acronimo – è un movimento creativo e interdisciplinare, uno spazio di incontro per progettare futuri modi di vivere che si colloca al crocevia tra arte, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. In altri termini, uno sforzo collettivo per immaginare e costruire un futuro che sia sostenibile, inclusivo e…bello.

L’iniziativa si propone di portare negli spazi e nei luoghi che abitiamo e viviamo l’essenza del Green deal, la rinnovata e ambiziosa politica dell’Unione per l’ambiente.

Il New European Bauhaus si definisce, dunque, un think-do tank, ma anche un design lab, acceleratore e network allo stesso tempo.

Per dare concretezza a quella che, nella descrizione data finora, può sembrare un’iniziativa ambiziosa ma nebulosa insieme, vediamo alcune delle realizzazioni in corso.

Attraverso il sito-piattaforma predisposto ad hoc dalla Commissione europea, operatori di tutta Europa stanno condividendo le proprie soluzioni concrete: ad esempio, lo studio Ramboll Dreiseitl di Copenhagen ha presentato il proprio progetto per la realizzazione di bacini idrici atti a mitigare i danni da alluvione nella città. O, ancora, Akna Márquez – architetto esperta di eco-design – condivide “Reincarnation”, iniziativa di riutilizzo di i mattoni e piastrelle di ceramica smaltiti per creare nuovi materiali da costruzione in linea con i principi dell’economia circolare.

C’è poi il NEB Prizes 2021, un concorso che premia sia progettualità già completate (sezione European Bauhaus Awards), sia idee innovative presentati da concorrenti under 30 (New European Bauhaus Rising Stars). I premi vanno da 30 mila a 15 mila euro e comprendono anche la pubblicizzazione del progetto vincente. Dieci le categorie tematiche dei premi: si va dall’impatto delle arti e della cultura sulla costruzione sostenibile delle comunità, all’ideazione di soluzioni abitative modulari, adattabili e mobili, passando per il rinnovamento degli spazi pubblici e per lo sviluppo di tecniche, materiali e processi di costruzione sostenibili.

Gli elementi in comune con il movimento (e l’istituto) creati dall’architetto tedesco Walter Gropius più di cento anni fa? La creatività e l’interdisciplinarietà. Il NEB, infatti, è una realtà che parla ad artisti, attivisti, designer, architetti, studenti, scienziati, ingegneri, professionisti, decisori politici e, più in generale, cittadini interessati.

Come tutte le iniziative delle istituzioni europee, anche il NEB risponde ad un cronoprogramma: tre le fasi di sviluppo del progetto. Attualmente (e fino alla fine dell’estate 2021) è il momento denominato co-design, che si propone di operare una ricognizione e una valorizzazione di quanto già esiste in termini di idee innovative.

La fase di delivery, supportata da bandi di finanziamento dedicati, prevede – a partire dall’autunno 2021 – l’allestimento concreto di almeno 5 nuovi “pilots” europei, distribuiti in differenti paesi membri, una sorta di comunità di pratica per dare concretizza alle idee.

Nella fase della disseminazione, poi, il New European Bauhaus si concentrerà sulla diffusione di buone idee e concetti a un pubblico più ampio, non solo in Europa. Si tratterà di mettere in rete e condividere le conoscenze tra i professionisti su metodi, soluzioni e prototipi disponibili. Le buone idee dovranno, dunque, essere trasferite e replicate.

Insomma, il NEB rappresenta – per dirla con le parole di Ursula Von der Leyen – «un’ondata di rinnovamento europeo, che renda la nostra Unione leader nell’economia circolare. Ma questo non è solo un progetto ambientale o economico: deve essere un nuovo progetto culturale per l’Europa».

Per approfondimenti:

New European Bauhaus

“I contenuti del sito riflettono esclusivamente il punto di vista dell’autore. La Commissione europea non è responsabile per qualsivoglia utilizzo si possa fare delle informazioni contenute.”

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