News# Erasmus+ 2021-2027: novità e conferme del nuovo programma europeo

Autrice: Alexandra Storari

Il 25 marzo 2021 la Commissione Europa ha finalmente adottato il primo programma di lavoro annuale di Erasmus+ per il periodo 2021-2027.

Non si tratta ancora del Regolamento attuativo, ossia dell’atto giuridico che sancirà definitivamente l’entrata in vigore del Programma Erasmus+ 2021-2027; tuttavia il programma di lavoro annuale del 2021 rappresenta il primo passo per il mondo della scuola, dell’università, della formazione professionale e dell’educazione per gli adulti, dei giovani e dello sport, per iniziare a progettare, presentare, realizzare le diverse attività che Erasmus+ offre.

Come sappiamo Erasmus rappresenta una delle iniziative di maggiore successo dell’Unione Europa, uno dei programmi più seguiti ed amati, il programma che più di altri ha permesso ai giovani europei di viaggiare, conoscersi, vivere esperienze di studio, lavoro, solidarietà. Margaritis Schinas, Vicepresidente della Commissione e Commissario per la Promozione dello stile di vita europeo, ha affermato giustamente che “Erasmus è il programma più emblematico dell’Europa, il gioiello della nostra corona. Le generazioni Erasmus rappresentano l’essenza del nostro stile di vita europeo. Unità nella diversità, solidarietà, mobilità, sostegno all’Europa come spazio di pace, libertà e opportunità”. Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Il fatto che il bilancio di Erasmus+ per i prossimi 7 anni sia quasi raddoppiato dimostra l’importanza attribuita all’istruzione, all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e ai giovani in Europa. Erasmus+ resta un programma unico per dimensioni, portata e riconoscimento globale, coinvolge 33 paesi ed è accessibile al resto del mondo attraverso le sue attività internazionali”.

Edoardo Vigna, nel suo “Europa. La meglio gioventù”, del 2019, ne ha dato uno spaccato fedele ed entusiasmante: la Generazione Erasmus, quella che, sin dal 1987, si è creata nei pub, nelle scuole e nelle università, nelle città europee, in un percorso intrecciato di studi, esperienze, amicizie, relazioni.

Proprio sulla scia di tale successo, confermato nella passata programmazione 2014-2020, Erasmus+ 2021-2027 dispone ora di un bilancio stimato in 26,2 miliardi di euro, quasi doppio rispetto ai 14,7 miliardi di euro del periodo 2014-2020, integrati da circa 2,2 miliardi di euro provenienti dagli strumenti esterni dell’UE.

Ma quali sono i punti fondamentali del primo programma di lavoro annuale, che ritroveremo nel Programma e che sono il punto di riferimento della Call, o Invito a presentare proposte, pubblicata proprio in questo giorni?

In primo luogo, non si può prescindere dal quadro politico di riferimento, ossia dalla volontà della Commissione di creare uno Spazio europeo dell’istru­zione, da documenti fondamentali quali il Piano d’azione per l’istruzio­ne digitale e l’Agenda europea per le competenze, la Strategia dell’UE per la gioventù 2019-2027, così come dalle comunicazioni sulla dimensione europea dello sport.

In secondo luogo, Erasmus+ pone l’accento su tre grandi priorità, che devono essere considerate trasversali a tutte le iniziative del programma: Erasmus+ Inclusione e Diversità che ha l’obiettivo di garantire la parità delle opportunità, raggiungere persone di età diverse e provenienti da contesti culturali, socia­li ed economici differenti, coinvolgere le persone con minori opportunità, comprese le persone con disabilità, dif­ficoltà scolastiche o provenienti da un contesto migratorio, nonché quelle che vivono in zone rurali e remote; Erasmus+ Digitale che punta a sviluppare un apprendimento digitale accessibile e di alta qualità, promuo­vere la capacità degli insegnanti, dei formatori, degli animatori socioeduca­tivi, utilizzare strumenti e con­tenuti digitali, nonché sperimentare e promuovere l’apprendimento a distan­za e l’apprendimento misto;  Erasmus+ Verde, che, in linea con il Green Deal europeo, si pone l’obiettivo di favorire nei partecipanti l’utilizzo del tra­sporto a basse emissioni di carbonio, così come, più in generale, di rafforzare la conoscenza e la comprensione della sostenibilità e dell’azione per il clima e favorire l’acquisizione di competenze per creare società, stili di vita ed economie sostenibili.

Tutto questo sarà raggiunto con diverse linee di azione, tra cui l’Azione chiave 1: Mobilità ai fini dell’apprendimento, rivolta a discenti e personale, che prevede di mobilitare circa 10 milioni di persone tra studenti, professori, insegnanti e formatori; l’Azione chiave 2: Progetti di cooperazione, che ha il compito di promuovere la cooperazione e lo scambio di pratiche, consentendo alle organizzazioni partner e alle persone coinvolte di utilizzare meglio le nuove tecnologie, sviluppare metodi innovativi di inse­gnamento, formazione e apprendimento, promuovere l’apprendimento non formale e sviluppare strumenti e attività comuni. Ci piace sottolineare a tale proposito la novità della programmazione 2021-2027, ossia i Partenariati su scala ridotta che hanno l’obiettivo di ampliare le possibilità di accesso al programma a nuovi partecipanti, organizzazioni meno esperte e piccoli operatori.

Tutto questo sarà portato avanti tenendo conto della situazione eccezionale data dalla pandemia Covid-19. Il 2020 è stato un anno di stress senza precedenti per il programma Erasmus+ in termini di resilienza e continuità. Il 2021 vuole essere l’anno di ripresa di Erasmus+, recuperando in maniera innovativa le azioni di mobilità e cooperazione in materia di istruzione e formazione, gioventù e sport, per favorire lo sviluppo di abilità e competenze necessarie per la ripresa e le doppie transizioni.

La sfida, che già la Call 2021 presenta, è proprio questa: potenziare e rinnovare le progettualità e le iniziative condotte finora, così come le sperimentazioni vissute durante l’emergenza Covid-19, per concorrere ad uno spazio dell’istruzione ancora più inclusivo, digitale, verde, sostenibile.

“I contenuti del sito riflettono esclusivamente il punto di vista dell’autore. La Commissione europea non è responsabile per qualsivoglia utilizzo si possa fare delle informazioni contenute.”

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