Contributi# L’Archivio Musicale della Basilica di San Petronio in Bologna

Autrice: Alessandra Chiarelli – Bolognese, musicologa, bibliotecaria musicale (responsabile del settore Musica della Biblioteca Estense di Modena e del corrispondente antico fondo musicale, dal 1979 al 2008), docente di Biblioteconomia e Bibliografia Musicale (Università di Bologna, Beni Culturali, dal 1995 al 2010), ispettore archivistico onorario per l’Emilia Romagna dal 2011 al 2019, dopo il pensionamento è responsabile dell’Archivio Musicale della Basilica di San Petronio in Bologna. Ha prodotto libri e studi musicologici e pertinenti la cura dei fondi musicali.

Da oggi il nostro blog inizia a pubblicare interventi e contributi di studiosi ed esperti del settore culturale, con l’obiettivo di proporre piccoli approfondimenti sull’immenso patrimonio culturale, materiale ed immateriale, del nostro Paese.

Iniziamo con un articolo di Alessandra Chiarelli, attualmente responsabile dell’Archivio Musicale della Basilica di San Petronio in Bologna, con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare. Buona lettura!

L’Archivio Musicale della Basilica di San Petronio conserva un prezioso patrimonio: oltre 3000 manoscritti dall’estremo 15. al 19. secolo e circa 250 edizioni prevalentemente del Cinque e Seicento, composti o raccolti per l’attività della storica Cappella musicale, a partire dalla sua fondazione per volere di papa Eugenio IV nel 1436. Sono opere di suoi maestri e di famosi compositori, in gran parte ma non solo bolognesi, che documentano lo sviluppo della musica, in particolare sacra, in Italia e in Europa.

La formazione della raccolta non avviene per deposito diretto della produzione, eseguita o da eseguire, bensì tramite donazioni, lasciti e acquisti dai compositori e dai loro eredi, documentati dagli inventari storici conservati nell’Archivio della Fabbriceria. Si tratta soprattutto dei lasciti di Giovanni Spataro (sec. 16.), Maurizio Cazzati, Giovanni Paolo Colonna, Giacomo Antonio Perti (secc. 17.-18.), Giuseppe Maria Carretti (sec. 18.), Valerio Tesei, Giovanni Andrea Callisto Zanotti (secc. 18.-19.) e altri successivi.

Ne emerge in prevalenza (ma non solo) musica sacra: un’ampia tipologia della produzione vocale e strumentale nel tempo si deve a grandi maestri della Cappella – come Spataro, Andrea Rota, Cazzati, Girolamo Giacobbi, Colonna e Perti – e di altri compositori tra i più noti, come Pierre Cadeac, Pierre Certon, Claude Goudimel, Cristòbal de Morales, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Tomàs Luis da Victoria, poi i Gabrieli, Orlando di Lasso, Luca Marenzio, Claudio Merulo, Claudio Monteverdi, Cipriano de Rore, Orazio Vecchi e ancora Domenico Gabrielli e Giuseppe Torelli.

Questo patrimonio è da sempre inserito nel contesto dell’attività e della produzione musicale bolognese: gran parte dei compositori attestati nell’Archivio musicale fu legata anche alle principali istituzioni storiche di musica della città (figura emblematica è Padre Giovanni Battista Martini, perno della vita musicale bolognese, soprattutto sacra, nel Settecento). Acquisizioni successive apportano musica dell’Otto e primo Novecento, soprattutto le composizioni di Stefano Antonio Sarti, Giuseppe Pilotti e Francesco Roncagli, nonché la raccolta di Tommaso Marchesi.

Il patrimonio dell’Archivio musicale è da sempre noto, anche grazie al  catalogo dei fondi musicali bolognesi stampato nei primi decenni del Novecento (Alfredo Bonora, Emilio Giani, Catalogo delle opere musicali teoriche e pratiche di autori vissuti sino ai primi decenni del secolo 19. esistenti nelle biblioteche e negli archivi pubblici e privati d’Italia. Città di Bologna: Biblioteca della R. Accademia Filarmonica, Biblioteca privata Ambrosini, Archivio e museo della Basilica di S. Petronio, Parma, Officina Grafica Fresching, [1939?] (Associazione dei musicologi italiani) e alla presenza di una parte delle fonti nella base dati del Servizio Bibliotecario Nazionale (https://www.sbn.it/web/alphabetica/), recentemente incrementata dalla catalogazione dei codici liturgici del Cinque e Seicento.

Infatti l’Archivio musicale è inserito nella base dati nazionale Anagrafe delle Biblioteche Italiane (https://anagrafe.iccu.sbn.it/it/).  Inoltre da tempo il personale interno cura una descrizione breve ormai avanzata che serve, insieme, da inventario topografico completo (comprendente anche gli incrementi a partire dal sec. 19. e finora privi di ogni registrazione) e da short list modellata sulle regole nazionali di catalogazione della musica, basate su standard internazionali.

Le fonti  sono da tempo ampiamente studiate da musicologi italiani e stranieri ed eseguite da vari musicisti, in particolare dall’attuale Cappella Musicale della Basilica. Contestualmente a queste attività, procedono l’ordinamento in contenitori durevoli per la conservazione (dei contenitori storici e del loro corredo di antiche segnature è comunque curata la conservazione) e la collocazione in locali rinnovati e più adeguati.

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